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Impianti termici: saperne di pił
Impianti termici: saperne di più Classificazione degli apparecchi a gas Gli apparecchi a gas sono suddivisi in tre categorie: A, B e C. tale suddivisione si basa sul metodo di prelievo dell'aria necessaria ad alimentare la combustione (aria comburente) e sul metodo di scarico dei prodotti di combustione.
Tipo A Apparecchio non collegato a camino/canna fumaria o a dispositivo di scarico dei prodotti della combustione all'esterno del locale in cui l'apparecchio è installato. Il prelievo dell'aria comburente e lo scarico dei prodotti di combustione avvengono nel locale d'installazione.
Tipo B Apparecchio collegato a camino/canna fumaria o a dispositivo di scarico dei prodotti della combustione all'esterno del locale in cui l'apparecchio è installato. Il prelievo dell'aria comburente avviene nel locale d'installazione e lo scarico dei prodotti di combustione all'esterno del locale stesso.
Tipo C Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo aria comburente, camera di combustione, scambiatore di calore e scarico prodotti di combustione) è a tenuta rispetto al locale in cui l'apparecchio è installato. Cosa si intende per impianto termico E' l'impianto destinato alla climatizzazione degli ambienti e/o della produzione dell'acqua calda. E' formato dalla caldaia, dalla rete di distribuzione del calore e dagli organi di regolazione e controllo. Non sono considerati impianti termici gli apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori singoli, scalda acqua unifamiliari. Tali apparecchi, non essendo considerati, ai fini dell'applicazione del DPR 412/93, impianti termici, non sono soggetti alla tenuta del libretto d'impianto o di centrale e quindi non è necessario presentare il modello G o F provvisto del Bollinio Verde. E' comunque necessario anche per le citate apparecchiature eseguire una periodica manutenzione e rispettare le normative in materia di sicurezza, ad esempio provvedendo alla corretta aerazione dei locali dove sono installate.Cosa sono il libretto di centrale ed il libretto di impianto Entrambi sono documenti nei quali vengono indicati i dati identificativi dell'impianto, il nominativo del responsabile, i risultati delle verifiche periodiche nonché la descrizione degli interventi eseguiti sull'impianto stesso. Il libretto di centrale è relativo ad impianti con potenza nominale uguale o superiore a 35 kW, mentre il libretto di impianto è relativo ad impianti con potenza nominale inferiore a 35 kW. Il rendimento del generatore di calore Il rendimento di combustione misura l'efficienza del generatore di calore, esprimendo il rapporto tra energia ottenuta (calore trasferito al fluido termovettore) ed energia spesa (quantità di combustibile utilizzato).
Il rendimento di combustione è un dato che il tecnico al quale si affida la manutenzione dell'impianto deve necessariamente determinare nel corso dell'intervento previsto dalla normativa. Tale dato viene riportato sul libretto di centrale o di impianto.
ATTRIBUZIONE DELLE MARCATURE DI RENDIMENTO ENERGETICO Requisiti di rendimento da rispettare contemporaneamente alla potenza nominale e a carico parziale di 0,3 Pn.
Requisito di rendimento alla potenza nominale Pn e ad una temperatura media dell'acqua della caldaia di 70° C:
rendimento % >= 84 + 2 log Pn
| Marcatura * (1 stella) | rendimento % >= 87 + 2 log Pn
| Marcatura * * (2 stelle) | rendimento % >= 90 + 2 log Pn
| Marcatura * * * (3 stelle) | rendimento % >= 93 + 2 log Pn
| Marcatura * * * * (4 stelle) |
Requisito di rendimento a carico parziale di 0,3 Pn e ad una temperatura media dell'acqua della caldaia di %>= 50 °C:
| rendimento%>= 80 + 3 logPn | Marcatura * (1 stella) | | rendimento%>= 83 + 3 logPn | Marcatura ** (2 stelle) | | rendimento%>= 86 + 3 logPn | Marcatura *** (3 stelle) | | rendimento%>= 89 + 3 logPn | Marcatura **** (4 stelle) |
Qualora il rendimento non rientri nei valori previsti dalla legge e sia impossibile ricondurvisi con operazioni di manutenzione, è necessario provvedere alla loro sostituzione entro 300 giorni dalla data della verifica. Verifica del rendimento di combustione e prelievo dei prodotti di combustione Il controllo della combustione, previa misurazione del rendimento e prelievo dei prodotti della stessa, è l'operazione che dovrà compiere l'operatore incaricato dal responsabile per l'esercizio e la manutenzione dell'impianto all'atto della compilazione del libretto di centrale o di impianto. Tale controllo sarà lo stesso al quale verrà chiamato l'operatore incaricato dalla competente autorità (ispettore) nei casi previsti dalla legge (controlli a campione o nel caso di mancata autocertificazione).
I parametri da rilevare nel corso della prova sono: - la temperatura dell'aria necessaria alla combustione - la temperatura dei fumi derivanti dalla combustione - le concentrazioni di ossigeno, anidride carbonica ed ossido di carbonio nei prodotti di combustione - l'indice di fumosità per i soli generatori alimentati con combustibili liquidi.
Dovrà essere condotta anche una verifica della potenza termica al focolare del generatore di calore mediante la determinazione della potenza effettiva.
Le misurazioni in opera vengono comunemente eseguite mediante l'uso di apparecchi multi-funzione dotati di apposite sonde per il prelievo dei prodotti di combustione e la misura della temperatura. Queste operazioni devono avvenire in uno stesso punto e precisamente in corrispondenza di un foro realizzato nel condotto di evacuazione dei fumi. Tale foro deve essere posto ad una distanza dall'uscita del generatore di calore pari a due volte il diametro interno del condotto di evacuazione; deve, inoltre, essere chiuso, una volta terminate le misurazioni, in modo da garantire la tenuta del condotto stesso. Il foro deve essere praticato dal tecnico al quale si è affidata la manutenzione dell'impianto. Nel caso di apparecchi a camera stagna, il foro deve essere realizzato solo su autorizzazione del fabbricante il generatore di calore, che deve fornire le opportune istruzioni.
La misura deve essere effettuata almeno tre volte, ad intervalli di almeno 2 minuti l'una dall'altra. La media dei valori risultanti dalle tre prove rappresenta il dato da trascrivere sul libretto di impianto o di centrale.Ventilazione dei locali Ogni apparecchio a fiamma libera (caldaie a camera aperta, apparecchi di cottura) esige una opportuna ventilazione del locale in cui è installato. Fanno eccezione gli apparecchi a camera stagna perché il prelievo dell'aria necessaria alla combustione e lo scarico dei fumi non interferiscono con l'ambiente interno. La ventilazione dei locali può essere diretta, quando la si ottiene con prese d'aria direttamente sull'esterno, con apertura su pareti perimetrali, o indiretta quando ottenuta con prese d'aria da un locale adiacente ventilato direttamente. La presa d'aria deve essere realizzata in prossimità del pavimento, deve avere una sezione libera pari a 6 cm2 per ogni kW installato, comunque mai inferiore a 100 cm2, e non deve essere ostruibile. Nel caso in cui non si possa realizzare l'apertura in prossimità del pavimento è necessario aumentare la sezione del 50%. Se nel locale sono presenti elettroventilatori (estrattori d'aria, cappe aspiranti elettriche) è necessario maggiorare la sezione della presa d'aria in rapporto alla portata del ventilatore. Le considerazioni ora espresse valgono anche nel caso di presenza in un locale del solo apparecchio di cottura alimentato a gas, per il quale la sezione minima della presa d'aria è sempre 100 cm2 indipendentemente dalla potenza d'esercizio. Se l'apparecchio di cottura risulta essere sprovvisto del dispositivo di sicurezza in assenza di fiamma, l'apertura di ventilazione deve essere maggiorata del 100%, per un minimo complessivo di 200 cm2. Una ventilazione corretta può essere ottenuta anche mediante più aperture, purché la somma delle varie sezioni corrisponda a quella necessaria.
Nel caso in cui si ricorra alla ventilazione indiretta con prelievo dell'aria attraverso prese d'aria su locali attigui, è necessario che si verifichino contemporaneamente alcune condizioni e precisamente: il locale attiguo deve essere dotato di ventilazione diretta realizzata nel modo precedentemente descritto, non deve essere adibito a camera da letto, non deve essere una parte comune dell'immobile ( ad esempio il vano scala) e non deve essere un ambiente con pericolo d'incendio (ad esempio: garage, deposito di materiale infiammabile).
Il processo di combustione, perché avvenga in modo corretto, ha bisogno di una dovuta quantità di ossigeno presente nell'aria. Se la combustione avviene in difetto di ossigeno, si ha la formazione di ossido di carbonio, un gas inodore altamente tossico. E' quindi indispensabile che la combustione del gas avvenga in locali idonei, cioè adeguatamente ventilati.
Apparecchi di cottura Gli apparecchi di cottura devono sempre scaricare i prodotti di combustione in apposite cappe collegate a condotti sfocianti direttamente all'esterno (disposizione già prevista dalla norma UNI-CIG 7129 edizione 1972). Tali condotti devono essere utilizzati solo ed esclusivamente a tale scopo. Nel caso non esista la possibilità di utilizzare una cappa con le caratteristiche sopra descritte, è consentito l'uso di un elettroventilatore, installato su finestra o parete esterna, da mettere in funzione contemporaneamente all'apparecchio di cottura. La presenza di un elettroventilatore, sia esso installato a parete o inserito nella cappa, comporta una maggiorazione dell'apertura di ventilazione del locale in funzione della portata estrattiva. Esempio: apertura maggiorata di 140 cm2 per 50m3 di portata dell'elettroventilatore.
Ubicazione del generatore di calore
I generatori di calore con portata termica inferiore ai 35 kW, siano essi di tipo A, B o C, non possono essere ubicati nelle autorimesse. Questo in virtù del Decreto 1/2/1986 "Norme di sicurezza antincendio per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili". Un generatore di calore installato in una autorimessa prima dell'entrata in vigore del Decreto 1/2/1986 non può essere lasciato comunque nell'autorimessa perché contravviene alle norme UNI 7129/72 in materia di impianti del gas nonché alle disposizioni contenute nel D.M. 31/7/1934 Titolo VII relativo alle autorimesse.
Per adeguare le situazioni difformi dalla normativa attualmente in vigore si può operare come di seguito riportato:
o spostare il generatore all’esterno o in altro luogo opportuno dell’abitazione;
o creare un locale caldaia ventilato cioè con un’apertura rivolta verso l’esterno (ad esempio: porta, finestra, apertura fissa) in osservanza della norma UNI 7129/01 relativa agli impianti del gas; tale locale può essere separato totalmente dall’autorimessa o se comunicante la comunicazione deve avvenire attraverso una porta dotata di autochiusura e con resistenza al fuoco non inferiore a RE 120 oppure attraverso un disimpegno, anche non aerato, con porte munite di autochiusura e con resistenza al fuoco almeno RE 60.
Con il simbolo RE si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per un tempo determinato (ad esempio: 30, 60, 120 minuti), la stabilità e la tenuta dei materiali al fuoco.
All'interno di una unità immobiliare ad uso abitativo non sommano le loro rispettive portate termiche gli apparecchi domestici di portata termica singola inferiore ai 35 kW quali: gli apparecchi di cottura, le stufe, i caminetti, i radiatori individuali, gli scalda acqua unifamiliari, gli scaldabagno ed i lavabiancheria (DM 12 aprile 1996 art.1 comma 2).
Esempio: unità immobiliare ad uso abitativo con i seguenti apparecchi collocati in uno stesso locale.
Apparecchio di cottura con portata termica pari a 7 kW, generatore di calore per riscaldamento ambienti con portata termica pari a 20 kW, scalda acqua con portata termica pari a 10 kW. L'ambiente in questione non deve avere le caratteristiche di una centrale termica per impianti superiori a 35 kW.
Esempio: unità immobiliare ad uso commerciale con i seguenti apparecchi collocati in uno stesso locale. Generatore di calore per riscaldamento ambienti con portata termica pari a 27 kW, scalda acqua con portata termica pari a 10 kW.
L'ambiente in questione deve avere le caratteristiche di una centrale termica per impianti superiori a 35 kW.
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